Meteore Mondiali: Guivarc’h, il Campione del Mondo senza goal

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In Italia, una “meteora” è quel giocatore che vive un breve periodo di gloria, prima di tornare nuovamente nell’anonimato. I Mondiali sono pieni di storie del genere, di giocatori che in qualche modo raggiunsero l’apice della loro carriera proprio in quei magici 30 giorni, una volta ogni quattro anni, quando tutto il mondo ruota intorno a un pallone.

Le meteore brillano sul palcoscenico più importante, per poi tornare subito nei ranghi, o peggio ancora sparire dal calcio che conta. Come un incantesimo che si rompe, o un sogno da cui si svegliano troppo presto.

Antonio Guarini ci porta alla scoperta delle 10 più grandi “meteore mondiali” nella storia recente della Coppa del Mondo. Alcune di loro hanno aiutato gli Azzurri a conquistare la storia, altri evocano ricordi dolorosi per i fan italiani. Ma tutte si sono guadagnate quell’affascinante status di “meteora”, avendo trovato la formula magica proprio quanto contava di più.

Non avranno vinto il Pallone d’Oro, e in alcuni casi neppure il Mondiale, ma tutte conservano un posto d’onore nella memoria di tutti gli amanti del calcio.

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9) Stéphane Guivarc’h, il Campione del Mondo senza goal

Che la Francia al Mondiale 1998 fosse baciata dalla buona sorte lo si era capito già agli ottavi di finale. Il Paraguay resiste sullo 0-0, fino a quando nei supplementari un gol di Laurent Blanc regala i quarti agli uomini di Aimé Jacquet.

Nel turno successivo i galletti vincono ai rigori contro l’Italia, dopo che tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi sullo 0-0. In semifinale ci pensa addirittura una doppietta di Lilian Thuram a piegare la Croazia. In finale una doppietta di Zidane e un gol di Petit regalano il primo titolo di campione del mondo alla Francia.

E gli attaccanti? In quella nazionale ci sono i giovanissimi Henry e Trezeguet, ma il centravanti titolare è Stéphane Guivarc’h. Il numero 9 dei Bleus ha vissuto una grande stagione con l’Auxerre, segnando 21 gol in 32 partite di Ligue 1. In quel mondiale non segnerà mai, anzi si farà notare per aver cercato di deturpare il bel viso di Fabio Cannavaro. Una gomitata da cartellino rosso in quel Francia-Italia, ma sfortunatamente a quel tempo non c’era ancora il Var.

Guivarc’h giocherà sei partite su sette in quel campionato del mondo, ma non riuscirà ad entrare nel tabellino dei marcatori in nessun match. Il Mondiale vinto gli da comunque visibilità e il Newcastle lo porta in Premier League. Al Saint James Park dura poco. Arriva Ruud Gullit in panchina e dopo qualche settimana Guivarc’h viene ceduto ai Glasgow Rangers. Una sola stagione in  Scozia, prima di tornare in patria ancora all’Auxerre, per poi chiudere la carriera al Rennes.

Non segnò neanche un gol, ma divenne campione del mondo. Il suo omologo e avversario nella finale di quel Mondiale era un certo Ronaldo, il Fenomeno. Quella sera forse il brasiliano non sapeva esattamente neanche dove si trovasse. Nel pomeriggio aveva rischiato di morire. Guivarc’h non segnò, come in tutto quel Mondiale. Ronaldo quattro anni dopo realizzò una doppietta in finale contro la Germania. Guivarc’h in quell’anno si ritirava.

Ogni tanto il calcio, come la vita, sa essere giusto.

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Facile vincere un Mondiale così, eh? Stéphane Guivarc’h, il numero 9 nella foto, celebra insieme ai compagni la vittoria nella Coppa del Mondo 1998, a cui contribui segnando…nessun goal! (Foto: Omar Torres/AFP/Getty Images)


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